Haute Ecole Léonard De Vinci
Pôle Louvain
M.E.T.S.
Doctorat en Traductologie

Unité d'italien

Responsable d'unité

Monique Jordens
monique.jordens(at)ilmh.be 

Perché studiare l’italiano oggigiorno?

E’ la domanda che si fanno molti studenti liceali che, desiderosi d’iscriversi ad un’importante scuola di traduzione, devono scegliere l’abbinamento linguistico. Tuttavia, se l’inglese e lo spagnolo sono le lingue più studiate, non si può affermare lo stesso per l’italiano. Eppure ci sono molte ragioni per le quali i giovani d’oggi possono decidere d’imparare questa lingua. Eccone alcune.
Parlato da più di 65 milioni di persone, l’italiano è innanzitutto una delle lingue più significative della cultura europea. Per molti secoli l’Italia è stata l’educatrice del nostro continente. I capolavori che ha prodotto in innumerevoli settori – letteratura, musica, arti figurative, scienze – hanno modellato la fisionomia dell’Europa. Imparare l’italiano, scoprire la cultura veicolata da questa lingua, significa possedere la chiave per capire meglio l’identità europea. Ma non dobbiamo pensare che questo dinamismo culturale appartenga solo al passato. L’Italia d’oggi non è meno creativa di quella di ieri. Moda, design, gastronomia, tecnologia innovativa, ma anche cinema, letteratura sono solo alcuni dei settori dove mantiene una certa importanza o addirittura dove detiene un primato indiscusso. Le piccole e medie imprese italiane sono presenti un po’ in tutta Europa e costituiscono dei partner commerciali di qualità. Infine, l’italiano è, fin dall’inizio dell’avventura europea, una delle lingue ufficiali dell’Unione. Nonostante abbia perso il suo peso all’interno delle Istituzioni, continua ad essere utilizzato regolarmente nelle molteplici organizzazioni che gravitano attorno al Parlamento.
La presenza dell’Italia nell’economia, la cultura e la politica europee contemporanee produce una gran quantità di testi che bisogna spesso tradurre in francese. Abbinato ad un’altra importante lingua europea, come l’inglese o il tedesco, l’italiano assicura delle reali possibilità di lavoro.

Sbocchi professionali

Il principale sbocco professionale è, senza dubbio, la professione di traduttore o interprete. Come abbiamo già detto gli scambi economici con l’Italia sono numerosi e producono una quantità non indifferente di testi da tradurre.

L’italiano è anche una delle lingue spesso impiegate in certe istituzioni che gravitano attorno all’Unione Europea.

Ma vi sono altri mestieri accessibili ai nostri studenti. Alcuni dei nostri laureati lavorano in banche o imprese che intrattengono frequenti rapporti con l’Italia. Non sono necessariamente traduttori o interpreti, ma le loro competenze linguistiche ben si prestano in numerose occasioni: riunioni, contatti telefonici, gestione e sviluppo di progetti con l’Italia, etc. Altri ancora si orientano verso l’insegnamento perché, se l’italiano è poco presente nelle nostre scuole secondarie, al contrario fa parte dell’offerta formativa di numerose scuole di Promozione Sociale. Infine, alcuni laureati della nostra sezione hanno deciso di stabilirsi in Italia e vi esercitano con successo la professione di traduttore o insegnante.

L’italiano all’ILMH

L’italiano è insegnato all’ILMH dalla fondazione della sezione traduzione – interpretazione alla fine degli anni cinquanta. Il corso completo, della durata di cinque anni, non necessita di alcuna pre-conoscenza dell’italiano. E’ questo il motivo per cui si inizia attraverso una lunga fase di scoperta della lingua.

Infatti, durante i primi due anni una serie di corsi graduali permette agli studenti di assimilare le strutture fonetiche, grammaticali e lessicali dell’italiano contemporaneo. La conquista di tale lingua, esigente ed appassionante allo stesso tempo, è coronata, al terzo anno, da un soggiorno di quattro mesi in Italia – a Trieste, Forlì o Milano-, in un’università partner dell’ILMH. Immersi per un quadrimestre in un universo linguistico che non è il loro, i nostri studenti mettono in pratica tutto ciò che hanno imparato durante i due anni precedenti e tornano con una conoscenza approfondita dell’italiano. Al loro rientro, seguono un vasto programma composto di corsi d’introduzione alla storia e geografia italiana, di traduzione (una disciplina già affrontata al secondo anno) e d’iniziazione all’interpretazione.

Gli ultimi due anni – la specialistica- sono dedicati quasi esclusivamente allo studio della cultura italiana (storia, letteratura, storia della lingua, mass media, etc.) e all’approfondimento della pratica della traduzione (traduzione generale, ma anche di testi economici, scientifici, giuridici, etc.) o, per gli studenti che hanno scelto questo indirizzo, all’interpretazione (consecutiva e simultanea). Una tesi e uno stage presso un’impresa o un’amministrazione permettono di mettere in pratica le conoscenze acquisite nel corso della formazione. Inoltre, al termine dei loro studi, i nostri studenti hanno una solida conoscenza, passiva e attiva allo stesso tempo, della lingua e di tutti gli strumenti necessari per intraprendere la professione di traduttore o interprete.

L’équipe pedagogica dell’unità d’italiano è costituita da cinque insegnanti, traduttori o filologi. Quattro di loro sono filologi e si occupano in modo particolare dei corsi di traduzione verso il francese. Un’insegnante italofona è incaricata dei corsi di pratica della lingua. Infine, per delle materie specifiche, come la traduzione tecnica e scientifica o l’interpretazione, l’unità d’italiano collabora con degli esperti.